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Mozart Arte e Malattia

Eccoci con una nuova puntata di arte e malattia, ma questa volta non parleremo di pittori ma di musicisti e mi sembra giusto visto che ho scritto un libro su di loro.
Cominceremo col parlare di Joannes Chrysostomos Wolfgangus Theophilus, Nato il 27 gennaio 1756 a Salisburgo da Maria Anna Pertlin e Leopoldus Mozart.
Lo so ci sono molte biografie su Wolfango Amadeus (latinizzazione di Theophilus) Mozart.
Ma come diceva Freud nessuna biografia è completa se non si descrive il comportamento sessuale e lo stato di salute del soggetto quindi in questi articoli ci addentreremo nei malanni di Wolfango

La nascita e infanzia di Mozart

Alla nascita sia la madre che bambino erano molto deboli e quindi non fu allattato, ma nutrito

Ritratto di Mozart bambino di Anonimo attribuito a Pietro Antonio Lorenzo .Mozarteum. Salisgurgo
Ritratto di Mozart bambino di Anonimo attribuito a Pietro Antonio Lorenzo .Mozarteum. Salisgurgo

con un miscuglio di acqua, miele e mucillagine di orzo e avena.
Comunque a quanto pare nonostante l’alta mortalità neonata del periodo, Wolfie sopravvive e all’età di cinque anni Leopold lo trova con penna e calamaio che imbratta un foglio
“Che cosa fai?” domanda
 “Scrivo un concerto per clavicembalo”  lui risponde.
“Ah bene!”  Leopold, come qualsiasi genitore ,deve aver pensato “Fino a che non combina guai, lasciamolo fare”.
Ma due mesi dopo ecco il suo primo minuetto.

Comunque della sua salute non si hanno notizie fino al 1762

 In quell’anno la famiglia parte per un tour di concerti che lo porterà a suonare a Vienna di fronte all’imperatrice Maria Teresa,
In quell’occasione Leopold annota

“Abbiamo avuto pioggia e vento durante il viaggio. Già a Linz Wolfalgerl ha avuto del catarro. Ma ora nonostante la vita disordinata, le alzatacce e il mangiar fuori orario, si trova grazie a Dio in Buone condizioni…”

Vita dura per un seienne, esibito e costretto a comportarsi come un adulto, Vero?

bambini prodigio
El Nino de Vallecas di Diego Rodríguez de Silva y Velázquez (Il Prado, Madrid, ).

Così come nel seicento nani, bambini affetti da deformità e malattie mentali erano i giocattoli delle corti europee, durante il settecento i bambini prodigio usati come intrattenimento erano di gran moda.
I Bambini Mozart non furono un caso isolato.
È chiaro che un bambino straordinario era sia un divertissement per le corti che un valore economico per la famiglia.
Chi lo sa forse i baci di Wolfie a regine e imperatrici facevano parte del copione.

Goethe quattordici anni  ascolta Wolfie  che ne ha sette e lo descrive come così:

“…Mi ricordo ancora molto bene del suo aspetto da piccolo uomo, con tanto di acconciatura e spadina al fianco…”

Questo è evidente in molti ritratti di Mozart di quel periodo

 In essi oltre allo sguardo triste sono evidenti le prominenti bozze frontali, il buftalmo (occhi grandi e sporgenti) il grosso naso e le labbra carnose e la mandibola deviata a sinistra.
Vi siete accorti che Mozart è sempre ritratto di profilo e di trequarti? Certo che si!
A quanto pare Wolfie aveva una malformazione congenita all’orecchio sinistro.
Gli mancava il trago, l’antitrago, la conca e il lobulo mentre il meato acustico era ristretto.
Questa malformazione è stata messa in relazione con il rene policistico   il che avvallerebbe l’ipotesi della morte per insufficienza renale, ma chi può dirlo ?
Leopold da lungimirante padre di famiglia e abile affarista ottiene dal Principe Arcivescovo di Salisburgo, Leopold Anton Freiherr von Firmian, un lungo permesso di assenza dal suo ruolo di vice Maestro di cappella. Durante la sua assenza la famiglia Mozart partirà per una tournée che durerà dal 1763 a 1766 e toccherà le capitali culturali d’Europa.

Lungimirante ma anche previdente.

Potendo, infatti, accedere alla farmacia del Principe Arcivescovo, Leopold partì con una piccola farmacia in cui erano presenti

  • La Pulvis Epilepticus Marchionis
  • Il Purgiraufguss
  • La Pulvis Epilepticus niger
  • La Pulvis antispasmodicus
  • Piante ed erbe come il fiordaliso

Le polveri anche se riportano il nome epilepticus non erano antiepilettici ma avevano la

Pulvis Epilepticus Marchionis
Pulvis Epilepticus Marchionis

funzione della nostra aspirina, tachipirina , imodium, ecc.
I miscugli avevano la composizione più varia vegetale e animale dalle corna di cervo ai semi di peonia , dalla placenta  al vischio quercino, cuore di rana ,mirra, radice di iris ,carbonato di magnesioil corallo rosso, l’ambra bianca, l’unicorno marino (cioè la zanna del narvalo) e il carbone di tiglio. Non mancavano nella composizione elementi preziosi come l’oro puro,avorio e  perle

 Comunque Wolfie non stette moto bene durante questo tour. 
Ma per oggi fermiamoci qui ma non perdetevi la prossima puntata di arte e malattia perché continueremo con il nostro racconto.

Comunque ricorda  sempre F.G.C. 

Fai Girare la Conoscenza …Ora!

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