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Ipertensione e lo stress cronico

ipertensione

lo stress cronico e ipertensione

Eccoci  qui a parlare nuovamente  di stress e ipertensione, se vi siete persi le puntate precedenti le trovate a questi link

Stress dall’ omeostasi a Hans Sisley
perché lo stress ci fa ammalare
Malattie e stress, cioè…
LO STRESS CI FA AMMALARE
L’ ALLOSTASI un concetto veramente zen
Ansia depressione e stress

 Nella scorsa puntata abbiamo parlato di cosa succede se s’incontra Godzilla . Bene continuiamo con questa metafora.

Quando abbiamo incontrato Godzilla, tutto il sistema si è messo in moto per scappare il più velocemente possibile, e correre all’impazzata questa è la corretta risposta,modificando la funzionalità cardiovascolare.

ma se stiamo seduti in poltrona e improvvisamente siamo assaliti dall’ansia della denuncia dei redditi, abbiamo una crisi di panico; alteriamo il meccanismo cardiovascolare.

Facciamo questo con regolarità e sicuramente il cuore e le arterie, che non sono altro che una semplice pompa e dei semplici tubi, si logoreranno! Questo è intuitivo. Se lo stress acuto porta a un rialzo della pressione, allora lo stress cronico porterà all’ipertensione,

Per essere precisi si ha ipertensione quando

la pressione massima a riposo, che indica la forza con cui il sangue lascia il cuore, è oltre 140, e la pressione minima, che indica la forza con cui il sangue ritorna nel cuore a riposo, è oltre 90, in via generica e per definizione).

In realtà la situazione è un po’ più complicata,

perché la cronicità dell’ipertensione arteriosa è data da un aggiustamento fatto dai piccoli vai ipertensionesanguigni; infatti, se ho un tubo che spara acqua ad alta pressione sarà difficile annaffiare i vasi, dovrò, facendo più fatica, schiacciare l’imboccatura per ridurre il flusso. Per i vasi sanguigni lo stratagemma che controlla il flusso sanguigno è quello di sviluppare di più il tessuto muscolare, il problema è che con più muscoli i vasi sono più rigidi, e se sono più rigidi c’è maggiore pressione,  se c’è maggiore pressione si devono sviluppare più muscoli, che fanno aumentare la rigidità, che fa aumentare la pressione, che fa aumentare i muscoli, ecc.

Capite perché l’ipertensione è cronica?

A questo punto c’è una cattiva notizia, perché se la pressione aumenta, anche il cuore dovrà sopportare un lavoro più grande al quale sopperirà aumentando le pareti cardiache: la così detta ipertrofia ventricolare sinistra.Il cuore, diventato asimmetrico, correrà il rischio di sviluppare un ritmo cardiaco anomalo (aritmia ventricolare). A questo punto piove sul bagnato perché un cuore più grande ha bisogno di più sangue, quindi le coronarie dovranno portare più sangue.

Ed ecco che entra in gioco l’odiato colesterolo!  Anche qui la situazione non è così semplice.

L’ipertensione fa male ai piccoli vasi ma anche quelli grossi, come l’aorta, non godono.
I grossi vasi si biforcano per diventare più piccoli, e poi si biforcano ancora e ancora fino a diventare piccolissimi capillari, i punti di biforcazione sono particolarmente sensibili perché devono sopportare l’urto del flusso sanguigno, se la pressione è alta, l’urto sarà più forte e le pareti si danneggeranno.

Esattamente come succede per un graffio, si formerà una “sciupatura” arrossata.

L’arrossamento è sintomo d’infiammazione, cioè le cellule del sistema immunitario che mediano l’infiammazione si aggregheranno in quel punto per cucire il danno. Avremo quindi delle cellule schiumose piene di sostanza grasse che aderiranno sulla lesione.
Nel frattempo siamo stressati e la noradrenalina tra le altre cose rende il sangue più denso.
Quindi ci saranno maggiori probabilità che piastrine, colesterolo e schifezze varie si attacchino alla lesione, ed ecco formata una placca aterosclerotica.

Lo stress fa aumentare la probabilità che si formino queste placche.

Quando andate dal dottore a fare gli esami del sangue vi misurate le schifezze che avete nel sangue e siete molto preoccupati per il colesterolo cattivo, certamente questo aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, ma non è questo il punto perché è stato notato che:

Se non ci sono vasi infiammati e danneggiati teoricamente si può mangiare anche un quintale di uova il giorno (si fa per dire).

Le placche aterosclerotiche si formano anche in presenza di valori normali di colesterolo.

Un indicatore più predittivo per il rischio cardiovascolare è la proteina C reattiva o PCR.
La quale indica il livello d’infiammazione nell’organismo (pazienti con livelli plasmatici di PCR < 1 mg/L hanno un rischio basso di andare incontro a malattie cardio-vascolari; pazienti con livelli plasmatici di PCR compresi tra 1 e 3 mg/L hanno un rischio moderato e il rischio diviene elevato se il livello di PCR supera i 3 mg/L.). Quando andate dal dottore ricordatevi il PCR!

 ipertensione

Ricapitolando: sono sempre stressato,

divento iperteso, il cuore s’ingrossa, i vasi si danneggiano, si formano le placche aterosclerotiche, le quali mi occludono i vasi, minor sangue, ossigeno e glucosio andranno nei tessuti.
Se sono colpite le coronarie, soffrirà il tessuto del cuore e avrò un’ischemia cardiaca o infarto, si diventa candidati per un by-pass. I guai non finiscono qui perché le placche possono rompersi e quindi liberare del materiale nel sistema circolatorio e a questo punto, si ha la così detta trombosi.

Dopo quest’ultima pessima notizia penso che per questa puntata l’argomento sia esaurito, spero abbiate capito perché lo stress cronico porta ipertensione

Comunque non perdetevi la prossima in cui si parlerà del perché lo stress porta il diabete, di movimenti intestinali, del perché la mamma è sempre la mamma e del perché le maledizioni vudù funzionano.

E intanto

F.G.C. 

Fai Girare la Conoscenza …Ora!

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Ipertensione e lo stress cronico

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