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Wolfie Mozart i malanni di viaggio

Mozart

Bentornati! Eccoci di nuovo qui a parlare del piccolo Wolfie Mozart e dei suoi malanni. Nella puntata precedente abbiamo accennato alla tournée che dal 1763 a 1766 porterà la famiglia Mozart in capitali culturali d’Europa.

 Durante questo viaggio durato tre anni, Wolfie si ammala di un “raffreddore che si trasforma in catarro”

 A questo si aggiunge anche il mal di gola che trasforma il suo stato  in un a tonsillite cronica.
La prima esacerbazione si ha a Parigi nel 1763 dopo un breve concerto alla corte di Luigi XV.Durante la permanenza a Parigi Leopold rifiuta di far Variolare i figli.
 In quel periodo, infatti, si accende a Parigi un focolaio di Vaiolo, che allora era spesso mortale e lasciava i sopravvissuti deturpati

La Variolizzazione è una forma di vaccinazione contro il vaiolo molto antica, che consisteva nell’esporre un soggetto sano a polveri di croste o pus di un malato in modo che la malattia si sviluppasse attenuata .Questa tipo d’immunizzazione si utilizzava prima delle ricerche di Edward Jenner.

Giunto a Londra nel 1764 Il piccolo Mozart trionfa di fronte a re Giorgio III, ma come abbiamo detto in quel periodo glienfantsprodiges si sprecavano,quindi niente di che se qualche scettico esprimeva dubbi e perplessità.

Cosi Wolfie viene sottoposto a una proto-indagine neuropsicologica.

 Naturalmente nulla a che vedere con le indagini di cui parlo nel mio libro il Dodo Musicista, ma anche queste mise a dara prova le abilità di Wolfie.MOZART

Sir Daines Barrington, avvocato, antiquario e naturalista, inglese , condusse l’indagine.Prima di tutto Barrington, volle il certificato di nascita di Wolfie, molti genitori in quel periodo toglievano gli anni ai figli prodigiosi.
Poi sottopose il piccolo Mozart al primo test che consisteva nel leggere ed eseguire senza fare errori un brano musicale mai visto prima.

 Il naturalista propose un brano appena scritto da un nobile inglese.

Consisteva  di 5 parti (due violini, un basso continuo, due parti vocali) tutte scritte in chiavi diverse. Wolfie se la cavò alla grande lasciando di stucco Barrigton.
A quel punto il Sir ci prese gusto e visto che sapeva quanto il bambino fosse stato colpito dalla performance del castrato Giovanni Manzuoli gli chiese d’improvvisare una canzone d’amore nello stile di Manzuoli.
 La cosa  non turbò affatto il bambino ma lasciò allibito l’esaminatore che volendo togliersi un ultimo sfizio, distese un panno sopra la tastiera del clavicembalo in modo che Mozart non potesse vedere le sue dita che suonavano e anche qui se la cavò egregiamente, Barrington sei anni dopo questi test presentò alla Royal Society di Londra, un articolo dal titolo “Account over a remakable Musician” in cui esponeva i test e i risultati della sua ricerca.

  L e capacità di Mozart indicano la sua profonda capacità di comprensione e nell’ esecuzione dello spartito che è veramente strabiliante in un bambino della sua età.

 Questi livelli sono raggiunti dopo anni di apprendimento dai musicisti. La moderna neurofisiologia ha studiato il cervello dei musicisti con le moderne tecniche di neuroimaging

circuito-cerebrale per la lettura della musica
circuito cerebrale per la lettura della musica

dimostrando che non esiste “un centro di lettura musicale, ma una rete in cui diverse strutture cerebrali partecipano a questa funzione.
 Gli studiosi hanno affermato che la lettura dello spartito viene elaborata da un network cerebrale che si sviluppa sui quattro lobi corticali e sul cervelletto.Il primo stadio di analisi delle note potrebbe essere l’attivazione del giro occipitotemporale e destro. Da lì, lo spartito potrebbe successivamente essere elaborato nelle aree occipito-parietali di sinistra e nelle aree frontali. Naturalmente come ho spiegato nel libro il Dodo Musicista anche le aree motorie e premotorie, che coinvolgono la coordinazione occhio mano, sono interessate da questo complesso processo,

 Comunque nel luglio del 1765 i Mozart lasciano Londra, per fare una sosta a Parigi dove a quanto pare le tonsille di Wolfie diventano lilla e mentre sono in viaggio per Salisburgo le mani del piccolo si gonfiano e diventano doloranti,

 Leopold annota che il bambino non può stare in piedi e non può muovere neppure un dito.

La diagnosi fatta a posteriori è stata di poliartrite reumatica, ma chi può dirlo? Anche se è vero le infezioni da streptococchi erano ricorrenti, per Wolfie in generale quello fu l’unico episodio.
Comunque per oggi fermiamoci qui ma non perdetevi il prossimo articolo se volete sapere che cosa è successo a Wolfie dopo il ritorno a casa.

 Ma soprattutto ricordate F.C.G. Fai Girare la Conoscenza… Ora!

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